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La è molto più diffusa di quanto si pensi. Non riguarda solo chi ha avuto esperienze difficili, ma anche persone che, semplicemente, hanno rimandato per anni e ora si sentono a disagio all’idea di tornare su una poltrona odontoiatrica.

Nella provincia di Viterbo, e in generale nei centri più piccoli, questa tendenza è ancora più evidente. Si va dal dentista “quando serve davvero”, spesso quando il dolore non lascia alternative. Il problema è che arrivare tardi rende tutto più complicato, anche dal punto di vista emotivo.

Capire da dove nasce questa paura è il primo passo per gestirla in modo concreto.

Da dove nasce la
Nella maggior parte dei casi, la paura non nasce dal trattamento in sé, ma dall’esperienza vissuta. Un appuntamento affrontato con dolore, poca spiegazione o troppa fretta può lasciare un segno che dura anni.

Altre volte la paura si costruisce per accumulo. Si rimanda una visita, poi un’altra, e col tempo l’idea di andare dal dentista diventa sempre più pesante. Non si ha più paura di una singola cura, ma del “non sapere cosa succederà”.

Ci sono poi fattori molto comuni:
– timore del dolore
– perdita di controllo
– imbarazzo per lo stato dei denti
– racconti negativi di altre persone

Tutti elementi reali, che vanno riconosciuti e non minimizzati.

Rimandare peggiora la situazione
Uno degli errori più frequenti è pensare che rimandare riduca l’ansia. In realtà succede l’opposto. Più passa il tempo, più il problema cresce e più l’intervento necessario diventa complesso.

Una piccola carie non curata può trasformarsi in un dolore acuto. Un controllo saltato può portare a dover affrontare terapie più lunghe. Questo meccanismo rafforza l’idea che “andare dal dentista significhi soffrire”, anche quando non è vero.

In pratica, la paura iniziale viene confermata dai fatti, ma solo perché si è arrivati troppo tardi.

Il ruolo dell’ascolto nella prima visita
Per chi ha , la prima visita è il momento più delicato. Non dovrebbe essere vissuta come un esame, ma come un colloquio. Spiegare cosa succede, chiarire i tempi e parlare apertamente delle proprie preoccupazioni aiuta molto più di quanto si immagini.

Un approccio corretto prevede:
– spiegazioni semplici e comprensibili
– tempi adeguati, senza fretta
– possibilità di fermarsi se serve
– chiarezza su cosa verrà fatto e cosa no

Sapere cosa aspettarsi riduce l’ansia più di qualsiasi promessa generica.

Tecnologie e approcci meno invasivi
Negli ultimi anni, molte procedure odontoiatriche sono diventate meno invasive rispetto al passato. Strumenti più precisi, anestesie più efficaci e tecnologie digitali permettono interventi più rapidi e controllati.

Questo non significa “zero fastidio” in assoluto, ma significa maggiore gestione del comfort del paziente. Un aspetto importante soprattutto per chi ha avuto esperienze negative in passato.

Anche per questo è utile fare controlli regolari: intercettare un problema prima significa affrontarlo con soluzioni più semplici.

Gestire l’ansia in modo pratico
Affrontare la paura del dentista non è una questione di forza di volontà. È una questione di metodo. Piccoli passi, fatti con continuità, aiutano a ridurre l’ansia nel tempo.

Alcuni accorgimenti utili:
– iniziare con una visita di controllo, senza trattamenti
– programmare appuntamenti brevi
– evitare di arrivare già in stato di stress
– chiedere spiegazioni, anche più volte

Non c’è nulla di sbagliato nel dire “sono in ansia”. Al contrario, è spesso il punto di partenza per gestire meglio la situazione.

Un rapporto che si costruisce nel tempo
La fiducia non nasce in un giorno. Si costruisce visita dopo visita. Quando il paziente si sente ascoltato e rispettato, l’ansia diminuisce in modo naturale. Questo vale soprattutto nei contesti locali, dove il rapporto con lo studio dentistico tende a essere continuativo.

Sapere che si troveranno le stesse persone, gli stessi spazi e le stesse modalità riduce l’imprevedibilità, che è una delle principali cause della paura.


La paura del dentista è reale, comune e comprensibile. Ignorarla o minimizzarla non aiuta. Affrontarla con gradualità, informazioni chiare e un approccio rispettoso, invece, sì.

Andare dal dentista non dovrebbe essere una prova di coraggio, ma una parte normale della cura di sé. E spesso, iniziare è molto meno difficile di quanto si immagini.

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